- I videogiochi
- Categorie a rischio di dipendenza
- Passione o dipendenza?
- Come Genitore cosa possono fare per prevenire?
- Penso che mio figlio sia dipendente dai videogiochi. Cosa posso fare adesso?
- I videogiochi sono soltanto dannosi?
Guida per genitori
I videogiochi
La nascita dei videogiochi è riconducibile al 1947, ma è a partire dal secondo millennio che hanno iniziato a diffondersi nelle case di ogni adolescente e poi hanno accompagnato le ultime generazioni nel loro processo di crescita. Grazie al velocissimo sviluppo tecnologico, quindi, i videogiochi sono entrati da anni a tutti gli effetti nella quotidianità di moltissimi giovani e a causa di alcune peculiarità, se mal gestiti possono creare dipendenza.
Da un sondaggio dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza è emerso che il 4% dei giovani tra gli 11 e i 13 anni gioca più di 7 ore al giorno e l’11% tra i 14 e i 19 anni gioca tra le 3 e le 6 ore al giorno. Una così alta incidenza può essere spiegata in quanto giocando, i giovani provano eccitazione, emozioni forti e acceso interesse per i contenuti proposti.
Categorie a rischio di dipendenza
Le categorie di ragazzi maggiormente a rischio di dipendenza includono minori con difficoltà relazionali, iperattività o agitazione e minori con disturbi d’ansia o stati depressivi: un fattore che ne aumenta il rischio però è la mancanza di limiti imposti dai genitori alle ore di utilizzo.
Ovviamente, non tutti i ragazzi appassionati di videogiochi sono da considerarsi dipendenti: il DSM-5 include la dipendenza da Videogiochi nelle IAD (Internet Addiction Disorders) e per porre diagnosi, devono essere presenti per un periodo di 12 mesi, almeno 5 su 9 tra i seguenti criteri diagnostici:
- Preoccupazione eccessiva riguardo al gioco su Internet;
- Sintomi di malessere quando non si gioca o quando si è impossibilitati a giocare (astinenza);
- Tolleranza, ovvero necessità di aumentare il tempo impiegato a giocare;
- Tentativi numerosi, vani e infruttuosi di ridurre il gioco su Internet;
- Perdita di interesse nello svolgimento di attività prima piacevoli;
- Uso eccessivo dei giochi nonostante la consapevolezza delle problematiche psicosociali che comporta;
- Utilizzo dell’inganno sulla quantità di tempo impiegata a giocare;
- Utilizzo del gioco per allontanare uno stato d’animo negativo;
- Mettere a rischio relazioni, lavoro e opportunità formative a causa del gioco su Internet.
Emerge quindi che le ore di gioco sono solo un aspetto da considerare, ma non l’unico. Gli aspetti più preoccupanti e da monitorare sono i cambiamenti che sconvolgono quotidianità, comportamenti e umore dei ragazzi. La socialità, fondamentale specialmente nel periodo adolescenziale per un sano sviluppo, è la componente maggiormente compromessa, in quanto si limita spesso a contatti virtuali con compagni di gioco.
Passione o dipendenza?
Studi recenti hanno dimostrato che la dipendenza da videogiochi è causata dallo stesso meccanismo cerebrale legato alla dipendenza da sostanze. I videogiochi corrispondono a stimoli positivi continui: il divertimento. Quando essa si trasforma in dipendenza, la sua assenza causa malessere. Con il passare del tempo si incorre in assuefazione e per ricreare le stesse condizioni iniziali di piacere, serve un quantitativo di ore maggiore e videogiochi sempre più emozionanti, intensi o violenti.
Adulti che vivono in contatto con ragazzi appassionati di videogiochi dovrebbero porre particolar attenzione ad alcuni aspetti e segnali, per riconoscere precocemente un’eventuale dipendenza:
- Tempo di gioco: più di tre ore al giorno tutti i giorni,
- Rendimento scolastico: calo dell’attenzione a scuola e del rendimento
- Attenzione: difficoltà di attenzione e concentrazione su tutte le attività che non riguardino i videogiochi,
- Impegni scolastici ed extrascolastici: trascurati, incluse le uscite con gli amici
- Bugie: per potere continuare a videogiocare,
- emozioni: il ragazzo si arrabbia se non può giocare o deve interrompere la sessione di gioco, oltre che alterazioni dell’umore (ansioso-depressivo),
- alterazioni nelle abitudini quotidiane
- presenza di sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena / collo, disturbi alla vista e tendenza al sovrappeso (dovuto alla sedentarietà)

Come Genitore cosa possono fare per prevenire?
I genitori sono i principali attori di una corretta prevenzione dalla dipendenza da videogiochi. In primo luogo, essi possono dare l’esempio su come sfruttare il tempo libero in modo variegato ed equilibrato. Secondariamente, è loro compito spiegare adeguatamente e con chiarezza cosa può comportare un uso eccessivo e scorretto dei videogiochi. Infatti, bambini e ragazzi sin da piccoli dovrebbero famigliarizzare con un uso responsabile del videogioco, evitando quindi di utilizzarlo come regolatore emotivo esterno. Inoltre, per evitare che i bambini sin da piccoli siano esposti a un rischio di dipendenza, i genitori hanno il compito di stabilire limiti di tempo definiti: generalmente massimo 2 ore al giorno. A partire dai 10 anni è più consigliabile stabilire un limite di tempo settimanale.
Questo limite di tempo dovrebbe includere altre esposizioni a schermi luminosi, come uso del tablet o smartphone e sarebbe opportuno optare per un uso saltuario di console di gioco, imponendo giorni di “astinenza” in favore di altre attività ludiche, preferibilmente all’aperto e lontano dagli schermi.
Penso che mio figlio sia dipendente dai videogiochi. Cosa posso fare adesso?
Quando la prevenzione non basta e i ragazzi iniziano a trascurare i propri doveri scolastici o iniziano a ritirarsi dalle amicizie e da altre attività ricreative in favore dei videogiochi, oppure si mostrano sempre più stanchi e irritabili e/o la scuola nota segnali preoccupanti, può essere opportuno per i genitori affrontare direttamente il problema con i propri figli, esprimendo le proprie preoccupazioni e paure.
Se un confronto non basta e il consumo di videogiochi risulta fuori controllo, è opportuno chiedere aiuto e rivolgersi a uno specialista per una consulenza o una valutazione.
È bene che il genitore tenga in considerazione che il figlio non agisce per capriccio o maleducazione, ma sta affrontando una vera e propria dipendenza. Interrompere bruscamente le abitudini del ragazzo può essere molto faticoso e innescare forte malessere e potenziali scoppi d’ira. Uno specialista può accompagnare in un percorso di disintossicazione da videogiochi che sia efficace ed eviti potenziali ricadute.
I videogiochi sono soltanto dannosi?
Nonostante siano stati elencati i molteplici rischi di un utilizzo scorretto dei videogiochi, non bisogna cadere nell’errore comune di considerarli esclusivamente negativi. Infatti, se utilizzati correttamente, i videogiochi hanno molteplici aspetti positivi e benefici. Addirittura, vengono sempre più utilizzati nel trattamento e riabilitazione di alcune patologie. Tra i principali benefici dei videogiochi troviamo:
- l’aumento della coordinazione occhio-mano
- miglioramento dell’orientamento visuo-spaziale
- miglioramento delle capacità di problem-solving e di risposta a quesiti logici
- apprendimento indiretto di fatti di cultura generale
- sviluppo del gioco di squadra e della cooperazione
- stimolazione cerebrale



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